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"I PROTAGONISTI"
Interviste, approfondimenti ed interventi dei Relatori,
delle Associazioni di categoria, degli Enti e degli Espositori di EuroP.A.
2008
FEDERAZIONE
DEI DISTRETTI ITALIANI,
LA PAROLA AL PRESIDENTE
Intervista a Paolo Terribile
Presidente della Federazione dei Distretti Italiani
Signor Presidente, EuroP.A., rivolge storicamente
attenzione anche a livello di confronto convegnistico qualificato sul
tema delle relazioni tra distretti produttivi e politiche pubbliche nell'ambito
del comune obiettivo dello sviluppo locale. A questo riguardo quale ruolo
svolge la Federazione dei Distretti Italiani da lei rappresentata?
“La Federazione dei Distretti Italiani ha tra i suoi scopi principali
quello di promuovere le relazioni con i centri della politica pubblica,
sviluppando collegamenti fra gli operatori istituzionali, economici, culturali
e scientifici anche come azione di sensibilizzazione diffusa sulle necessità
politiche per lo sviluppo dei sistemi locali e delle reti. Vanno in questa
direzione gli accordi già stretti tra la Federazione e il Ministero
dello Sviluppo Economico per progetti di promozione dei distretti stessi
e per la partecipazione a progetti d’internazionalizzazione”.
Può farci qualche esempio concreto di realtà in
cui la sinergia tra pubblico e distretti si traduce in fattore strategico,
in elemento di maggior competitività.
“Il trasferimento della tecnologia e dell’innovazione, fattori determinanti
oggi nel mercato della globalizzazione, dai centri produttivi ai distretti
è uno degli obiettivi della Federazione dei Distretti Italiani.
Per fare questo abbiamo stipulato convenzioni con le Università.
In particolare, è nata una società, dove Distretti Italiani
è socio di maggioranza, in partnership con le Università,
che si chiama “Sintesi”, la quale ha lo scopo di fare innovazioni di prodotto
e di processo, nonché sviluppo di brevetti. Disporre di informazioni
che consentano la realizzazione di prototipi o lo sviluppo produttivo
innovativo significa, per la quasi totalità dei nostri distretti,
poter utilizzare e valorizzare una leva che pesa parecchio in termini
di competitività, soprattutto adesso che questa competitività
è diventata globale”.
Distretti industriali e mercato globale. Innovazione
e ricerca, politiche del lavoro, capacità di aggredire il mercato.
Temi urgenti per i distretti: come la Federazione può contribuire
nell'affrontare la sfida? E quali i soggetti pubblici con cui vi rapportate
maggiormente?
“I soggetti pubblici con i quali ci rapportiamo di frequente sono i Ministeri,
le istituzioni territoriali e le Università. Dell’innovazione e
delle ricerca abbiamo già detto. L’internazionalizzazione e la
capacità di aggredire i mercati è, ovviamente, un tema molto
sentito dalla cinquantina di distretti associati alla Federazione. Capacità
che raggiungiamo con le sinergie tra i distretti stessi, mettendoli quindi
nelle condizioni di fare gruppo, di fare rete tra loro. Seguendo questo
cammino, il nostro lavoro si è concentrato sulla progettualità.
Un lavoro sul campo, ma anche a livello di rapporti. Soprattutto con i
Ministeri e le istituzioni, che oggi riconoscono il nostro impegno e con
i quali la collaborazione è sempre più vasta. Per supportare
l’internazionalizzazione e l’export dei distretti impegnati nel Made in
Italy, ad esempio, è stato realizzato il gemellaggio agro-ittico-alimentare
fra i distretti di San Daniele del Friuli (particolarmente noto per il
prosciutto Dop), Nocera Inferiore-Gragnano (zona famosa per il pomodoro
e la pasta), Mazara del Vallo Co.S.Va.P. (comparto della pesca) e Vulture
(territorio specializzato in vino, ortofrutta, olio d’oliva, prodotti
lattiero-caseari). L’aggregazione, in questo senso, ha lo scopo non solo
di divulgare un’immagine comune del Made in Italy nel mondo, ma anche
di migliorare la consapevolezza di appartenenza ad un settore produttivo
di qualità qual è il comparto agroalimentare, di favorire
un’elevata visibilità dei territori, di incrementare la trasparenza
e la credibilità nei confronti di tutti i soggetti interessati
(investitori, operatori turistici, consumatori ecc.) e, soprattutto, di
aumentare la collaborazione con altri distretti produttivi dell’agroalimentare
a livello nazionale. Sempre nell’ottica di favorire l’internazionalizzazione
dei nostri distretti, va inquadrato il piano di trasferimento tecnologico
che abbiamo favorito tra Italia e India attraverso il progetto “Unido”,
organizzazione dell’Onu, che riguarda lo sviluppo di progetti congiunti
fra i distretti italiani e i distretti indiani, oltre alla possibilità
di creare società miste”.
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