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PON – PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE Autonomie locali e legalità non sono due grandezze estranee, due cifre dell'agire sociale così lontane e incomunicabili fra di loro. Tutt'altro. Quasi sempre la legalità significa rispetto del territorio di appartenenza, recupero di radici etniche profonde, di antiche tradizioni, di un senso della comunità che ha le sue fondamenta in quello stare insieme che non è solo l’arida burocrazia, la macchina amministrativa, la gestione logistica della “cosa pubblica”, ma l’interdisciplinarietà di saperi, esperienze, formazioni professionali, mentalità e umanità che insieme decidono e coordinano le più durature forme di armonia sociale. Non a caso il recupero di antichi valori, di esperienze collettive e la lotta all'individualismo più feroce, purtroppo tipico dei nostri tempi, rappresentano il linguaggio che la legalità sta scegliendo sempre più di “parlare” per avvicinare le persone e migliorare il tessuto civico e la coesistenza. Senza dimenticare che le stesse istituzioni pubbliche sono composte da uomini e che, al di là della loro cifra politica e rappresentativa, devono ascoltare e assorbire massimamente le esigenze di pace, sicurezza, libertà, reciprocità che ogni società democratica da sempre si prefigge. Per sottolineare questa importantissima sinergia fra elementi culturali, individuali e istituzionali così pieni di significato, approda dal 28 al 31 marzo prossimi, a Rimini, in occasione di Europa P.A., il Programma Operativo Nazionale (PON) “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d’Italia” realizzato dal Ministero dell’Interno e co-finanziato dall’Unione europea, come patrimonio di risorse interforze per lo sviluppo di una vera cultura della Sicurezza e della Legalità al Sud. Un “dorso” istituzionale che è ormai un ganglio di vitale importanza e che, proprio in queste prime settimane del 2007, sta per ripartire con la nuova fase programmatica 2007-2013, con gli stessi valori, ideali e obiettivi del periodo appena trascorso, ma col rinnovato vigore di portare in maniera capillare la cultura della legalità e della prevenzione nelle regioni del Sud d’Italia particolarmente interessate da forme croniche di disagio sociale e da una storica penetrazione della malavita organizzata. Se, dunque, la formula vincente di EuroP.A. è quella di rappresentare un luogo di incontro fra i vari soggetti del settore pubblico – sia a livello centrale che locale - ma soprattutto favorire l’intreccio di relazioni e di business fra l’industria e i fornitori di servizi, le società di consulenza e in generale gli operatori economici con la Pubblica Amministrazione, non si poteva trovare miglior partner di un Programma Operativo come quello del Pon Sicurezza basato proprio su tutte le aree di co-interessenza che legano indissolubilmente sindaci, assessori, consiglieri, amministratori pubblici, funzionari di pubblica sicurezza, forze di polizia, esperti di tecnologie deputate all’ordine pubblico e il variegato mondo della cosiddetta società civile che fa dello sport, dei servizi, dell’intrattenimento culturale, dei piani di educazione fra i giovani uno dei momenti più delicati di un equilibrio psico-sociale e istituzionale che è la più grande scommessa dello stare insieme oggi. A RIMINI IL PON AVRA’ UN CONTATTO PRIVILEGIATO CON RAGAZZI, STUDENTI E FAMIGLIE CUI PRESENTERA’ LE ORMAI STORICHE INIZIATIVE LEGATE AL FUMETTO RADIO KARIKA, AL CARTONE ANIMATO DELLA STANZA DI ANTONIO, E A TUTTI I PROGETTI CHE TOCCANO L’EDUCAZIONE CIVICA, AMBIENTALE, STRADALE, IL RISPETTO DELLE LEGGI, LA FIGURA DEL POLIZIOTTO-AMICO. Il PON allestirà stand dedicati alle 5 forze dell’ordine che rappresenta (Polizia, Carabinieri, Finanza, Polizia Penitenziaria, Forestale) e presenterà e spiegherà ai cittadini le tecnologie più sofisticate che servono per monitorare il territorio e impedire il propagarsi della malavita organizzata. Fra queste il Mobix che serve a “radiografare” i container alla dogana per smascherare l’immigrazione clandestina ed eventuali traffici illeciti di armi e droga. EuroP.A. ospita tutte le aree merceologiche e i settori più innovativi e di maggiore interesse per le Autonomie Locali, tutto il meglio delle novità settore per settore, un’occasione unica per essere al centro del mercato e cogliere le opportunità più interessanti e vantaggiose. Per questo lo scopo della kermesse e della partecipazione attiva e simbolica del Pon Sicurezza è quello di tutelare e difendere gli interessi, le aspettative, l’identità e l’autonomia dei Comuni e delle Amministrazioni, valorizzando il patrimonio di esperienze, di storia, di cultura e di civiltà delle popolazioni interessate per promuoverne lo sviluppo, la crescita sociale ed economica e per tutelare il territorio e le risorse in esso presenti. Senza dimenticare mai l’aspetto pragmatico e operativo della costruzione della legalità che ha visto, per esempio, il Pon finanziare numerosissimi sistemi di videosorveglianza e di sofisticato monitoraggio delle città e dei quartieri più degradati per evitare il diffondersi della “malapianta” della delinquenza e la scelta, più o meno consapevole, della devianza da parte di migliaia di giovani. Territorio, rispetto delle norme, prevenzione, stabilità sociale, intreccio di conoscenze tecnico-scientifiche, pianificazioni economiche, innovazione, duttilità nei servizi, dialogo con le istituzioni, costruzione di un’etica civica: sono questi i termini imprescindibili di quell’attualissimo vocabolario della legalità e della pubblica in-formazione che è la vera sfida che aspetta le nostre metropoli, le giovani generazioni e tutti noi alle soglie del Terzo Millennio. RADIO KARIKA: UN FUMETTO A FAVORE DELLA LEGALITA’ Avvicinare i ragazzi ai difficili problemi della convivenza e dell’ordine pubblico, è una delle priorità più delicate del PON. RADIO KARIKA è un vero e proprio giornalino con tanto di storie sceneggiate, pagine coloratissime da sfogliare, racconti e problemi in cui rispecchiarsi facilmente, soprattutto da parte dei teen-ager. Il “teatro” dell’azione è Testuggine, complesso di abitazioni situato in una non ben precisata periferia del Sud Italia. Un po’ come un piccolo paese, ma con le problematiche di una grande metropoli, rappresenta un’isola dove si è a stretto contatto con i propri affetti, ma anche con la disonestà. Il quartiere, con un’architettura che ricorda un’enorme tartaruga pietrificata, si nutre degli stessi meccanismi di un paesino di provincia, dove tutti conoscono tutti e dove non mancano le occasioni di aggregazione. Al suo interno, il “Bar Sport”, è il luogo d’incontro più frequentato, il classico ritrovo per chi è in cerca di informazioni, di facce nuove o, semplicemente di conforto. Fuori dal mondo, eppure palcoscenico-simbolo dei meccanismi che regolano i rapporti interpersonali, Testuggine si identifica con le gioie e le frustrazioni dei suoi abitanti. Chi meglio di un gruppo di ragazzi come protagonisti di una serie a loro dedicata? La “squadra” è ben assortita e mira da subito a sottolineare le diversità fisiche, caratteriali e sociali dei vari personaggi. C’è chi di giorno fa l’elettricista e di notte si allena per gli incontri di pugilato, come Tony, o chi, come Salvatore, è appassionato di musica e spericolato a bordo del suo motorino. C’è Samir, figlio di immigrati del Ghana e abile sullo skateboard, e ci sono le ragazze, corteggiate, innamorate e soprattutto partecipi alla pari con il proprio bagaglio di aspirazioni e sentimenti. C’è poi spazio per Max e Nino, le “cattive compagnie”dei quartieri residenziali, ma non possiamo certo dimenticare che la comunicazione è alla base di questo racconto. Si affacciano quindi i differenti contesti familiari, le figure di riferimento come Giuseppe, gestore del “Bar Sport”, o la Dottoressa Esperia, a capo del Pronto Soccorso locale, e gli abituali frequentatori di Testuggine. A questo punto, perché non dare ai ragazzi una “voce” in cui si riconoscano? Passioni, vizi e desiderio di “evasione” trovano sfogo nella realizzazione di Radio Karika, spunto e insieme “sottofondo” per la narrazione. Nata come un divertimento tra amici, la radio diviene un centro di aggregazione, di produzione e di scambio e, cosa più importante, si trasforma in un lavoro. Quotidianamente in bilico tra legalità e voglia di trasgredire, gli amici si scoprono uniti e con un obiettivo comune. Così, dalla cantina fatiscente di un quartiere di periferia si aprono i microfoni di Radio Karika, un network decisamente “underground” gestito dai protagonisti, dove la musica ha una parte fondamentale. Per ulteriori informazioni: Dott. Stefano De Martino
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